Ai fedeli del Santuario

Oristano, 3 luglio 2016

Un foglietto diverso dai soliti, questa domenica: non reca una riflessione sulla Parola o su come celebrare la liturgia e neppure sul Giubileo in corso, ma per informare i fedeli sui problemi relativi alla gestione del Santuario, i lavori di restauro attualmente in corso o da avviare a breve.

Dieci anni fa – tanti ne sono trascorsi – i lavori per il consolidamento conservativo delle strutture murarie del Santuario, finanziati dalla Regione Sardegna e gestiti dal Comune di Oristano, si conclusero con l’adeguamento liturgico secondo le norme della riforma del Concilio Vaticano II.

Nel presbiterio, interamente risanato e rinnovato (dicembre 2006), furono collocati il nuovo altare, l’ambone e la sede del celebrante. Non si è trattato di una semplice operazione di abbellimento: i tre arredi, infatti, sono elementi costitutivi e indispensabili della chiesa-edificio, e la loro realizzazione, con il contestuale restauro dell’antico organo a canne, datato 1888, è qualcosa di “qualificante”, cioè di molto prezioso per la Comunità cristiana che, ogni domenica, si riunisce e celebra la Pasqua del Signore Risorto.

L’adeguamento del presbiterio venne finanziato attraverso un mutuo bancario di € 150.000,00 che è stato estinto il 30 aprile 2014, con una spesa complessiva di € 181.352,48.

Contemporaneamente all’adeguamento liturgico furono portati avanti altri indispensabili lavori: pavimentazione (in parte) delle navate laterali e predisposizione delle infrastrutture per un eventuale impianto di condizionamento; restauro e nuovi mobili per la sacrestia; adeguamento dei servizi; realizzazione del prato verde, sull’area antistante il lato nord della chiesa, indispensabile per il decoro del luogo su cui sorge il Santuario del Rimedio, da sempre meta di numerosi pellegrinaggi da tutta l’Isola.

Lungo, e tale rimane, il programma, stilato all’epoca, degli interventi da studiare e realizzare per dare maggiore dignità al Santuario ed essere messo nelle condizioni di adempiere più pienamente alla sua missione. Comunque, negli anni seguenti, costante è stata l’attenzione per la cura dell’edificio sacro.

Uno dei problemi più gravi e urgenti del nostro Santuario è la totale carenza di locali per l’accoglienza dei pellegrini (servizi essenziali compresi) e per le attività formative e culturali che, insieme a quelle di culto, un santuario deve promuovere. Lo stesso rettore “non ha dove posare il capo”, oltre l’angusta sacrestia.

Ebbene: dal febbraio scorso sono stati avviati i lavori per la realizzazione di una sala polifunzionale e di un piccolo riparo per il rettore. E’ un sogno che si realizza, un sogno durato vent’anni!

Il tutto si è reso possibile grazie a una donazione: non ci sono stati finanziamenti pubblici. Contributi sono venuti dall’Amministrazione diocesana, Fondi 8 per mille (€ 20.000,00) e dallo stesso Santuario che, all’epoca, disponeva di un risparmio (€ 22.000,00). Dette somme sono state utilizzate per l’acquisto dell’area su cui realizzare le opere.

I nuovi locali sorgono in via S. Maria Bambina, 5-7, sul lato ovest del Santuario, di fronte all’ingresso secondario della sacrestia, al posto di due ruderi preesistenti, già di proprietà del Centro di Cura e Riabilitazione, da questo ceduti al costo di 80.000,00 euro.

Altro intervento, ormai pronto ad essere realizzato, è il restauro delle pitture murarie della volta centrale del presbiterio. I lavori vengono finanziati dall’Amministrazione Comunale di Oristano con l’utilizzo di somme residue dei lavori di consolidamento e risanamento eseguiti negli anni 2005/2006. Risultando dette somme insufficienti, l’Amministrazione Comunale ha provveduto ad integrare con € 3.000,00), perché il restauro si potesse realizzare. Costo totale dell’intervento: € 13.000,00.

Un sentito ringraziamento va al Signor Sindaco e all’Amministrazione da Lui presieduta per la sensibilità dimostrata.

L’inizio dei lavori è fissato per la prima decade di ottobre p.v.: l’Anno Giubilare in corso, con pellegrinaggi già in programma, non consente l’esecuzione del restauro, prima della festa annuale, come desiderato: i lavori saranno ultimati per il Natale prossimo.

Altro importante intervento, allo studio, riguarda il recupero dei “Muristenes”.

La ristrutturazione di questi storici immobili, ormai fatiscenti, è stata sposata dal Club SOROPTIMIST di Oristano che ha già predisposto un progetto di massima e promosso una raccolta di fondi, con iniziative varie, a Oristano e in altre città della Sardegna.

Il benemerito Club, ha così fatto proprio un proposito che risale alla fine degli anni ’90 del secolo scorso, quando si lavorava alla realizzazione del NUOVO “Santa Maria Bambina”. Infatti, considerando la nuova destinazione d’uso della struttura e la tipologia di malati che il Centro avrebbe ospitato, sapendo che per una possibile e più celere riabilitazione dei pazienti neurologici sarebbe stata preziosa la presenza e l’assistenza dei familiari, si era ipotizzato il restauro degli immobili fatiscenti antistanti il Santuario e destinarli a foresteria per i parenti dei ricoverati. Non si fece nulla per la mancanza di mezzi.

Ora siamo lieti che ci sia chi, con squisita sensibilità, ha deciso di adoperarsi per il recupero delle casette al fine di offrire un concreto aiuto, alle persone obbligate a soggiornare, anche a lungo, fuori casa, a fianco di parenti bisognosi di riabilitazione.

Con il plauso per l’iniziativa, l’augurio che presto possa realizzarsi anche questo “sogno”. In tal modo il Santuario, che dà “la più ampia disponibilità” dei locali, continuerà ad essere “rimedio” per le povertà che, purtroppo, in ogni tempo segnano l’esistenza umana. La presente informazione era dovuta non solo per far conoscere, ma anche per riflettere sulla stessa nostra identità cristiana e sul significato del nostro riunirci per celebrare l’Eucarestia.

Noi, con il battesimo, siamo diventati la Chiesa. Siamo la famiglia dei figli di Dio. Ora, essere famiglia vuol dire amore, partecipazione, condivisione e corresponsabilità. Ogni battezzato è parte viva e, come tale, corresponsabile, in tutti i suoi aspetti, della vita della sua nuova famiglia, la Comunità cristiana. Come nella famiglia naturale, nessuno deve sentirsi estraneo o escluso e tutto deve essere trasparente.

Per garantire questa trasparenza il Santuario è stato dotato di uno Statuto che prevede un Consiglio di Amministrazione (nelle Parrocchie sono presenti, obbligatoriamente, il Consiglio Pastorale e quello per gli Affari Economici) perché il rettore sia coadiuvato nell’amministrazione e nelle decisioni da assumere, non solo nel settore economico.

Lo Statuto, dopo tre anni di prova, è stato definitivamente approvato dall’Arcivescovo il 16 ottobre 2015.

Piace concludere la presente comunicazione con le parole di Mons. Arcivescovo. Nella lettera pastorale CHIESA FRA LA GENTE (2013), tratteggia così la Chiesa che si rende visibile in vari modi sul territorio: “… è una convivenza spirituale da costruire giorno per giorno; una comunità nella quale, come in una famiglia, tutti si è corresponsabili di tutto, si fanno circolare i beni, si mettono in comune le proprie capacità, si vive l’uno per l’altro, ci si aiuta scambievolmente …”

In questa direzione va la missione e tutta l’azione pastorale del Santuario: ciascuno secondo la condizione e i compiti propri, partecipi alla crescita e maturazione della Chiesa, Corpo di Cristo, e sia lievito di vita nuova, secondo lo Spirito, nella società.

Con un profondo ringraziamento per tutti e viva cordialità.

                                                                                                                                                                                                     d. Cenzo

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