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| L’arcivescovo
Piergiuliano Tiddia: Oristano esulta, oggi la grande festa
religiosa |
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| «La
Madonna è al centro del Giubileo» |
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Oggi è Il Rimedio. Per gli oristanesi,
autentici o adottivi è una parola che ha un significato
tutto particolare. Non significa solo festa, ma qualcosa
di più che ha le radici nell’intimo di ciascuno. È la
festa religiosa più grande e più sentita della città e
della Provincia. Solo ed esclusivamente religiosa, senza
alcun appuntamento profano. Sempre così da secoli, nella
basilica-santuario dedicato alla Madonna del Rimedio
nell’omonima borgata separata dal capoluogo solo dal
fiume Tirso.
Anche oggi la chiesa del Rimedio, nella quale viene
venerato il simulacro della Madonna, incoronato con corona
d’oro 48 anni fa dal cardinale Tedeschini, c’è un
continuo ricambio di gente che assiste alla messa e si
accosta ai sacramenti della confessione e della comunione.
Il tempio, che ha una capacità di oltre mille persone, si
riempie e si svuota, per poi riempirsi di nuovo, a partire
dalle 5 del mattino. Infatti vengono celebrate messe, ogni
ora, dalle 5 alle 12, poi alle 17 ed infine alle 18.30.
“Il Rimedio” è uno straordinario momento di festa al
quale non è possibile resistere. Molti affrontano lunghi
viaggi da ogni parte della Sardegna per partecipare ad una
messa guardando negli occhi la Madonna col Bambino.
L’arcivescovo Piergiuliano Tiddia, coinvolto nella
devozione per il Rimedio da 15 anni, da quando guida la
diocesi Arborense, ha incrementato l’interesse mariano
con una messa che da alcuni anni celebra all’aperto,
alle 18.30, nell’ampio piazzale retrostante la basilica,
alla quale partecipano sempre migliaia di persone.
«È una festa molto sentita», dice monsignor Tiddia, «e
durante quest’anno santo la figura della Madonna ha un
posto di particolare attenzione. Perché se non ci fosse
stata lei, non ci sarebbe stato Gesù. Dio non avrebbe
assunto la natura umana. La Madonna del Rimedio ha sempre
avuto un significato profondo per la nostra terra»,
aggiunge il presule, «e col nuovo millennio dobbiamo
domandarci cosa è veramente per noi. Dobbiamo meditare
sul disorientamento sociale, sulle miserie e sulla
sofferenza chiedendo l’intercessione della Madonna».
Emilio Firinu
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