Dall'Osservatore Romano del 27 Ottobre 2000


Duemila persone nei pressi di Oristano con l'Arcivescovo Pier Giuliano Tiddia

L'Anno Santo nel Santuario arborense di N.S. del Rimedio

Sabato 30 settembre u.s., la S. Chiesa di Dio, che è in Sassari, guidata dal suo Pastore, l'Arcivescovo Mons. Salvatore Isgrò ha compiuto il suo pellegrinaggio per il Giubileo dell'Anno 2000 dell'Incarnazione del Verbo al Santuario-basilica mariano arborense di N.S. del Rimedio, a 2 chilometri da Oristano.
Oltre un migliaio di pellegrini, giunti in 20 pullman e decine di auto private hanno stipato la basilica, entrandovi in processione penitenziale per la Concelebrazione Eucaristica presieduta dall'Arcivescovo Isgrò.
La folla dei pellegrini era stata accolta cordialmente dall'Arcivescovo di Oristano, Mons. Pier Giuliano Tiddia, lieto a grato che fosse stato scelto come meta giubilare della Chiesa di Sassari il santuario di cui la sua Arcidiocesi giustamente si onora, essendo uno dei più frequenti dell'isola. Non è azzardato supporre che la scelta sia dovuta al ricordo dell'inizio dell'itinerario formativo di Mons. Isgrò la cui famiglia abitava non lontano dal Santuario e al fatto che egli fu Rettore del Santuario, nel corso della quale rettoria Mons. Isgrò fu elevato alla dignità episcopale per l'affidamento delle Diocesi di Altamura, Gravina e Acquaviva delle Fonti nel 1975, mentre egli
era pure Rettore del Seminario arcivescovile, delegato arcivescovile per L'Azione Cattolica, e Vicario episcopale per la pastorale. L'Arcidiocesi Turritana ha così onorato anche il 25, di episcopato del suo Arcivescovo. Il quale nella sua fervida omelia, ha sottolineato il riferimento personale al Santuario Mariano che lo vide aspirante al sacerdozio, seminarista ginnasiale a Oristano, liceale a Cuglieri, alunno del corso accademico della Facoltà Teologica del S. Cuore di quel Seminario regionale, presbitero della Chiesa arborense, e poi, nei primi anni '70, rettore del Santuario e direttore dell'annesso Istituto S. Maria Bambina (voluto, quest'ultimo, per l'infanzia minorata dal compianto Mons. Felice Mastino).
I pellegrini turritani si sentirono a loro agio nel Santuario Mariano all'ombra del quale il loro Arcivescovo aveva percorso buon tratto della sua vita donata al Signore per le mani di Maria, invocata N.S. del Rimedio.

L'omelia dell'Arcivescovo di Sassari è stata ispirata dalla pagina evangelica dell'Annunciazione (Lc 1, 26-38), brano mariano e cristologico classico, che dà anche il segreto delle meraviglie di Dio e dei suoi progetti ritenuti umanamente impossibili, anche da Maria, meravigliata anch'essa per l'annunzio di una maternità a Lei che non "conosceva uomo», ma rassicurata dall'angelo che si richiamava all'onnipotenza divina, per cui "nulla è impossibile a Dio».

Mons. Isgrò sviluppava poi la sua omelia riferendosi anzitutto al brano evangelico proclamato all'assemblea dei fedeli turritani prima che si snodasse la processione giubilare verso il Santuario: Lc 2, 41-42, in cui l'evangelista racconta la consuetudine del pellegrinaggio annuale della S. Famiglia di Nazareth al Tempio di Gerusalemme per le feste di Pasqua. "Perché roi cercavate?" aveva risposto Gesù alla domanda della Mamma. E Mons. Isgrò ricordava la domanda del Santo Padre ai giovani convenuti a Tor Vergata per il Giubileo della Gioventù. "Chi siete venuti a cercare?" 1 tanti pellegrini da Lui stesso guidati sentirono il gioioso commento del loro Arcivescovo all'ovvia risposta: «Cerchiamo Gesù - vogliamo vedere Gesù», come quei tali greci che ci avevano espresso il loro desiderio di vedere Gesù (Gv 12, 21). «Cercare Gesù in un Santuario dedicato a Sua Madre è meraviglioso, perché la nostra fede ci porta spesso a rivolgerci alla Madonna per chiederLe che interceda Lei per noi presso il Suo Figlio per ottenerci grazie in abbondanza: quelle grazie che a N.S. del Rimedio si chiedono anche col canto dei tradizionali "gosos" il cui ritornello recita: "Alcanzade nos, Signora, remediu pro dogni malele" (ottienici, Signora, rimedio per ogni male).

L'uditorio ha seguito con la massima attenzione le forbite parole del Presule loro Arcivescovo, che ha concluso ringraziando i suoi pellegrini, la Madonna stessa e Cristo Signore, che si accompagnano a quanti lo cercano davvero, con la speranza certa di trovarseli accanto nel proprio cammino terreno.

Un pellegrinaggio di fede è stato quello dei fedeli turritani, un pellegrinaggio di grazia che ben si inserisce nella serie di felici iniziative della Chiesa di Sassari che stanno illuminando l'Anno Giubilare come il Giubileo dei catechisti (13 ottobre), il Giubileo delle famiglie (15 ottobre) in cattedrale, e la festa dei santi Gavino, Proto e Giannuario, patroni dell'Arcidiocesi e della Provincia ecclesiastica Turritana, con una solenne Concelebrazione presieduta dall'Arcivescovo Isgrò e la presenza dei Vescovi di Tempio, Ozieri e Alghero-Bosa. E sono solo alcune delle più recenti. C'è da complimentarsi.

GIOVANNI MARIA COSSU