Dall' Unione Sarda del 22 Settembre 1962

Oristano, Sabato 22 Settembre 1962

Il vecchio paralitico di Tramatza ha ripreso a camminare

Tutti ad Oristano credono in una miracolosa guarigione

I medici curanti di Francesco Mele, perplessi di fronte all’improvvisa scomparsa
dell’atrofia muscolare che costringeva il contadino alla totale immobilità

(dal corrispondente)

Oristano, 21 settembre

Centinaia di persone, incredule, curiose, commosse, hanno visitato oggi Francesco Mele, il vecchio contadino di Tramatza, guarito in circostanze più che singolari, da una paralisi agli arti inferiori che, per dodici anni lo aveva costretto alla totale immobilità.

Il Mele, ospitato nella casa di un conoscente, presso la Basilica del Rimedio, dove, ieri, durante una funzione religiosa, è avvenuta la guarigione, ha potuto a stento rispondere alle domande che gli venivano rivolte, sulla malattia che lo aveva colpito dopo l’incidente stradale di cui rimase vittima nel 1950, sulle lunghe sofferenze dovute sopportare, sulla fede incrollabile che lo aveva sorretto, spingendolo ogni anno, in occasione delle celebrazioni per la ricorrenza della festività del Rimedio, a recarsi ad Oristano, a trascinarsi carponi sul pavimento dell’antica Basilica per rinnovare il voto di riconoscenza fatto quando ebbe la salva la vita nella disgrazia che doveva condurlo all’immobilità.

Francesco Mele ha narrato anche quello che precisamente egli definisce "il miracolo", cioè la sua inattesa, improvvisa guarigione; per decine e decine di volte si è levato dalla seggiola nella cucina della casa che lo ospita e, attraversando a passi spediti la stanza, a ripetuto le parole udite in chiesa: "levati e cammina", pronunziate da una "voce femminile", una voce che egli non ha saputo o potuto spiegare donde provenisse.

Il vecchio appariva oggi in condizioni ottime, seppure un po’ stordito dal susseguirsi degli avvenimenti che lo hanno avuto per protagonista. Se non si sapesse che il suo corpo, fino a qualche giorno fa, risentiva ancora i terribili postumi dell’incidente stradale di cui era rimasto vittima oltre dodici anni orsono, lo si potrebbe scambiare per uno dei tanti fedeli giunti ad Oristano da ogni parte della Sardegna per partecipare ai festeggiamenti in onore delle Vergine. Ed è appunto ciò che fa ritenere fuori dell’ordinario (se non addiritura miracolosa) la sua guarigione.

Il Mele, nell’agosto del 1950, era stato travolto presso il bivio di Tramatza, da un pesante automezzo ed aveva riportato fratture di tale entità da dover restare per circa un anno degente in ospedale.

Il vecchio, al processo celebrato contro l’autista del camion, aveva ottenuto fra l’altro la concessione del pagamento dei danni per due milioni e settecento mila lire, non aveva però ricevuto una lira, poiché il camionista, anch’egli nullatenente, non aveva potuto indennizzarlo.

Dimesso dall’ospedale di Oristano, Francesco Mele, era rientrato in paese. Fino alla vigilia dell’incidente, quando cioè, aveva settantun anni suonati, egli aveva lavorato per sostenere se stesso e la moglie. Le lesioni riportate nell’incidente, costringendolo alla immobilità totale, gli avevano tolto ogni possibilità di lavoro, tanto che, per vivere, egli dovette ricorrere alla carità dei vicini. Furono giorni duri, soprattutto per il vecchio, costretto a trascinarsi bocconi, col solo aiuto delle mani, con gli arti inferiori completamente immobilizzati.

La carità dei compaesani, il loro aiuto, permisero a Francesco Mele di non venir meno al voto fatto alla Madonna del Rimedio, di recarsi tutti gli anni presso la Basailica, per ringraziamento di avergli salvato la vita. Proprio nella basilica, Francesco Mele, ricevette un paio di stampelle, un vecchio (ex voto) lasciato da un paralitico presso il simulacro della Vergine dopo una non meno improvvisa e miracolosa guarigione.

Con queste stampelle, per tre anni, Francesco Mele si è trascinato penosamente nelle vie di Tramatza, guardato con pietà e commiserazione dai compaesani che ritenevano impossibile che egli potesse fare a meno delle grucce per il resto della vita. Nessuno pensava che il vecchio avrebbe potuto un giorno riacquistare l’uso delle gambe, orribilmente fratturate dal camion sul bivio di Tamatza, reggersi da solo e camminare.

Il medico curante del vecchio a confermato la singolarità della guarigione, il mele soffriva di una grave forma di ipertrofia muscolare dal mancato uso degli arti. Era praticamente inguaribile: la malattia doveva accompagnarlo fino all’ultimo giorno della sua esistenza. Poi, ieri, durante le orazioni della Vergine, nella Basilica del Rimedio, è giunta la guarigione.

Lunedì Francesco Mele terminerà il ciclo di nove giorni di preghiere e ritornerà in paese.

"Ritornerò ad Oristano l’anno prossimo e gli anni venturi fino a che il Signore mi lascerà in vita" – ha detto.

-"L’ho promesso, sarà per ringraziare la Madonna del Rimedio che mi ha guarito".

R.C.