Dall' Unione Sarda del 8 Settembre 2000

Nel piazzale muggini e vernaccia


Il piazzale della Basilica è circondata da bancarelle di torroni, di venditori di chincaglierie, di poveri che danno un cero benedetto in cambio di mille lire, di arrostitori di muggini e di anguille, di maialetti e di agnelli. E’ la parte pagana del Rimedio che ha servito il suo antipasto ieri notte, la vigilia. Per molti oristanesi è una consuetudine mangiare il muggine arrosto negli stazzi e bere un bel bicchiere di rosso. Fa quasi moda, passione per molti. Anche per il sindaco Piero Ortu e gli assessori che quest’anno non sono mancati all’appuntamento. Hanno acquistato il muggine e le anguille, due mazzi di sedano, quattro di ravanelli, qualche litro di vernaccia e via. Dimenticando i veleni di palazzo, le divisioni politiche. Pps, Udr, Ccd e che sono mai? Niente. Da qualche anno il Comune ha liberato la piazza, confinando gli arrostitori dietro la Basilica. Giusto così, l’atmosfera non è cambiata per niente. I torronai fanno affari d’oro, gli arrostitori dei muggini di Cabras, Orbetello o chissà dove, sono sempre richiestissimi. Nell’aria il profumo dell’arrosto che arriva fino a Torregrande, ai piedi della torre di Mariano. Segni della festa religiosa, con quel pizzico di pagano che non guasta mai quando tutto sa di pace. Senza altoparlanti che gracchiano, giostre che impazzano. Solamente lo sfrigolio degli arrosti, il fumo che sale. Vero, il Rimedio è un’altra festa.

A .M.