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piazzale muggini e vernaccia |
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Il piazzale della Basilica è circondata da bancarelle di
torroni, di venditori di chincaglierie, di poveri che
danno un cero benedetto in cambio di mille lire, di
arrostitori di muggini e di anguille, di maialetti e di
agnelli. E’ la parte pagana del Rimedio che ha servito
il suo antipasto ieri notte, la vigilia. Per molti
oristanesi è una consuetudine mangiare il muggine arrosto
negli stazzi e bere un bel bicchiere di rosso. Fa quasi
moda, passione per molti. Anche per il sindaco Piero Ortu
e gli assessori che quest’anno non sono mancati
all’appuntamento. Hanno acquistato il muggine e le
anguille, due mazzi di sedano, quattro di ravanelli,
qualche litro di vernaccia e via. Dimenticando i veleni di
palazzo, le divisioni politiche. Pps, Udr, Ccd e che sono
mai? Niente. Da qualche anno il Comune ha liberato la
piazza, confinando gli arrostitori dietro la Basilica.
Giusto così, l’atmosfera non è cambiata per niente. I
torronai fanno affari d’oro, gli arrostitori dei muggini
di Cabras, Orbetello o chissà dove, sono sempre
richiestissimi. Nell’aria il profumo dell’arrosto che
arriva fino a Torregrande, ai piedi della torre di
Mariano. Segni della festa religiosa, con quel pizzico di
pagano che non guasta mai quando tutto sa di pace. Senza
altoparlanti che gracchiano, giostre che impazzano.
Solamente lo sfrigolio degli arrosti, il fumo che sale.
Vero, il Rimedio è un’altra festa.
A .M.
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