Guida alla lettura continua del libro dell'Esodo

Prima parte del Canto della liberazione:  Es 1,1-7,7

 

Per leggere una breve Introduzione alla lettura delle pagine che riguardano i racconti dell'Esodo vai a:

Terza tappa. Le prime letture della Terza Domenica di Quaresima e la terza lettura della Veglia Pasquale riguardano i racconti dell'esodo, focalizzati sulla figura di Mosè: il passaggio del mare (Terza lettura della Veglia pasquale), la protesta del popolo, l'invocazione di Mosè e la risposta di Dio nel deserto (Prima lettura della terza domenica di Quaresima Anno A), le dieci parole (Anno B), l'incarico di Dio e le difficoltà di Mosè (Anno C).

Riassumiamo questa tappa sotto il titolo:
L'E
SODO. La terra è per uomini liberi. Dio fa strada con l'uomo.

Israele come "popolo" libero.
 

 

Guida per la lettura continua

 

Schema generale del libro dell'Esodo:

 

1. 1,1-15,21:             Il racconto della liberazione

2. 15,22-18,27:         Il Signore è in mezzo a noi o no?

3. 19-24:                  Lo statuto di una nazione santa

4. 25-31:                 Il modello del Tabernacolo

5. 32-34:                 L’infedeltà del popolo e la rinnovata fedeltà di Dio

6. 35-40:                 L’opera obbediente di Israele

 

 

 

Traccia narrativa del racconto di liberazione

 

 

1,1-7:      Continuità della benedizione della creazione sul popolo

 

1,8-2,22  Inizio e crescendo dell’oppressione

1,8-22:   Crescendo dell’oppressione per il popolo:

1,8-14:   oppressione sociale e continuità della benedizione;

1,15-22: oppressione etnica e continuità della benedizione;

 

2,1-10: Inizio dell’oppressione e della salvezza per Mosè; Mosè “egiziano”.

  2,11-22: Crescita dell’oppressione e della salvezza per Mosè; Mosè “ebreo”? Mosè “straniero”.

 

2,23-25  I figli d’Israele gridano e Dio entra in scena. Inizio dell’opera di liberazione, come inizio della creazione.

 

3-5        Crescendo parallelo dell’opera di liberazione e dell’opera di oppressione

per Mosè e per il popolo:

 

                   3,1-4,20: Il Dio dei padri incarica Mosè di portare il suo popolo libero dall’Egitto verso la terra promessa. Superate le obiezioni, Mosè parte.

                   3,1-10: Re-azioni di Dio e incarico a Mosè.

                   3,11-12: Prima obiezione di Mosè. “Che altro di me...?”. Risposta: “Niente altro di te. Io sarò con te... io ti ho mandato”. Il segno del monte.

                   3,13-22: Seconda obiezione di Mosè. “Che altro di te?”. Risposta: “Niente altro di me. Io sono il Dio dei padri...”. Il nome del Signore.

                   4,1-9: Terza obiezione di Mosè. “Che altro degli altri?”. Risposta: “Nessuna garanzia assoluta”. I tre segni.

                   4,10-12: Quarta obiezione di Mosè. “Io non sono..”. Risposta: “Io sarò... Io ti insegnerò...”.

                   4,13-17: Rifiuto di Mosè. “Io sarò con te e con lui... Tu sarai per lui come Dio”. Il bastone.

                   4,18-20: Accettazione di Mosè (implicita nei riguardi di Dio, sotto espressa nei riguardi di Ietro), ritorno da Ietro e partenza. 

                   4,21-31: Ritorno di Mosè in Egitto. Previsione della resistenza del Faraone, ricongiungimento con il suo popolo. Mosè “ebreo”. Il popolo crede e adora.

 

5,1-6,1:   Peggioramento progressivo della situazione. Ma Dio rinnova la speranza.

 

                 5,1-2: Prima richiesta “assoluta” di Mosè e Aronne. Risposta: “Non conosco il Signore”.

                   5,3-5: Seconda richiesta “subordinata” di Mosè e Aronne

                5,6-14:  Aggravio dell’oppressione;

                   5,15-19: Scribi dal Faraone senza Mosè e Aronne; “grida”, ma rivolte al Faraone;

                 5,20-21:  Il popolo contro Mosè e Aronne;

               5,22-23:  Mosè contro Dio; inversione di 4,29-31: tutti contro tutti;

                   6,1: Dio ricomincia “con mano forte”

 

6,2-7,7:   Mosè e Aronne, con il popolo, sono pronti per lo scontro definitivo:

 

                   6,2-9:      Dio-Mosè-Figli d’Israele: missione di Mosè verso i Figli d’Israele. Le “nuove” imprese richiedono una “nuova” consapevolezza su Dio e sulle proprie “radici”: rapporti fra il Signore, i patriarchi e i figli d’Israele. Ciò che ripete, rispetto al “fallimento” di 3-5, ha la funzione di enfatizzare, ma anche si evidenzia “chi” fa andare avanti le cose. Al v. 9, la missione di Mosè verso i Figli d’Israele fallisce!

                   6,10-12:  Missione di Mosè verso il Faraone. Duplice resistenza di Mosè: a) il popolo non mi ha ascoltato; b) la mia parola è inadeguata; dunque il Faraone non mi ascolterà.

                                  La chiarezza della unità-continuità tra “Dio dei patriarchi-Dio di Israele” è ora affermata (per il lettore?), ma non ancora "integrata" nell'esperienza del popolo (6,9.12a) né tanto meno in quella del Faraone (6,12b: i due aspetti sono ripresi in 6,13).

                                             Questa "integrazione" avviene

                                  in un primo momento per gli Israeliti con la presa d'atto della geneaologia di Mosè ed Aronne (6,14-27; a partire da 6,28-30 non si ripete l'obiezione della incredulità del popolo),

                                  e in un secondo momento per il Faraone, con il racconto delle piaghe (cf 7,5) che inizia subito dopo la piena integrazione di Mosè e Aronne, e della contemporanea classe levitica!, attraverso la genealogia.

                   6,13:        i due fronti di Mosè e Aronne: presso i figli d'Israele (6,2-9 e 14-27) e presso il Faraone (6,10-12 e 7ss). Tutti e due i fronti sono sotto il comando" del Signore, tutti e due oppongono resistenza (compreso Mosè), le resistenze sono superate (cf 7,6-7) nei fatti (genealogia 7,14-27; rapporto Dio-Mosè-Aronne, 7,1-4; e piaghe, 7,8-10,29, il riconoscimento è anticipato in 7,5).

                   6,14-27:  Collegamento fra i patriarchi e il presente attraverso la genealogia (continuità della benedizione) di Mosè e Aronne.

                   6,28-7,7:  Ricapitolazione retrospettiva e prospettiva. Tutto è pronto: Mosè e Aronne, ormai pienamente legittimati di fronte a Israele (non si nomina più l'incredulità del popolo del v. 12a), possono riprendere la missione  presso il Faraone: ma nessun superamento immediato della difficoltà è assicurato, al contrario: il "non ascolto" del Faraone crescerà. Sarà in tal modo chiara l'azione del Signore.