Per leggere una breve Introduzione alla lettura delle pagine che riguardano i racconti dell'Esodo vai a:
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Terza tappa. Le prime letture della Terza Domenica di Quaresima e la terza
lettura della Veglia Pasquale riguardano i racconti dell'esodo, focalizzati
sulla figura di Mosè: il passaggio del mare (Terza lettura della Veglia
pasquale), la protesta del popolo, l'invocazione di Mosè e la risposta di Dio
nel deserto (Prima lettura della terza domenica di Quaresima Anno A), le dieci
parole (Anno B), l'incarico di Dio e le difficoltà di Mosè (Anno C). Riassumiamo questa tappa sotto il titolo: |
Schema
generale del libro dell'Esodo:
1. 1,1-15,21: Il racconto della liberazione
2. 15,22-18,27: Il Signore è in mezzo a noi o no?
3. 19-24: Lo statuto di una nazione santa
4. 25-31: Il modello del Tabernacolo
5. 32-34: L’infedeltà del popolo e la rinnovata fedeltà di Dio
6. 35-40: L’opera obbediente di Israele
Traccia narrativa del racconto di liberazione: seconda parte 7,8-15,21
7,8-10,29: Crescendo nelle piaghe e all’interno delle singole piaghe fino allo scontro finale.
7,8-13: Competenza di Mosè e Aronne di fronte al Faraone. Sapienti, incantatori e maghi eguagliano “con le loro magie” Mosè e Aronne, ma i loro "bastoni" vengono inghiottiti.
7,14-8,15 Prima triade di piaghe
7,14-24.25: 1a piaga: le acque del Nilo (fonte di vita, ma di morte per gli ebrei), più le acque dell'Egitto, cambiate in sangue (ancora vita e morte); crescendo all'interno della stessa piaga; altri elementi di crescendo: puzza, tutto il paese d'Egitto. "Saprai che io sono il Signore" (6,17); i maghi fanno la stessa cosa (7,22), e Faraone non cede ("ma rimase forte il cuore di faraone": 7,22 Qittel).
7,26-8,11: 2a piaga: Le rane dal Nilo; i maghi fanno la stessa cosa; "saprai che il Signore nostro Dio è senza rivali" (8,6); il Faraone, almeno inizialmente, cede a Mosè (lo prega di intercedere presso il Signore: 8,4), ma poi, visto il sollievo, il Faraone si ostina ("ma appesantì il suo cuore Faraone": forma Hiqtil, causativa).
8,12-15: 3a piaga: Le zanzare: non più sul territorio (creato), ma sugli uomini e sulle bestie (relazioni sociali); i maghi tentano ma non riescono, anzi riconoscono il dito di Dio (8,15); tuttavia Faraone si ostina ("ma rimase forte il cuore di Faraone": 8,15 Qi);
8,16-9,12 Seconda triade di piaghe:
8,16-28: 4a piaga: I mosconi soltanto sullo spazio degli Egiziani e non sugli Israeliti (distinzione); "perché sappia che io, il Signore, sono in mezzo al paese" (8,18); il Signore, e non Mosè, appare in azione i primo piano;
crescendo: nuova contrattazione, più avanzata, tra Faraone e Mosè: Faraone: sacrificate nel paese; Mosè: non nel paese, ma nel deserto; Faraone: va bene nel deserto, ma non troppo lontano; intanto, intercedete per noi.
Ma dopo l'intercessione, Faraone si ostina ("ma appesantì il suo cuore Faraone": Hi).
9,1-7: 5a piaga: peste sul bestiame degli egiziani e non sul bestiame di Israele: la peste è "molto pesante" (9,3) e mortale. Il Faraone ha un ruolo molto ridotto (progressivo indebolimento): constata, ma rimane ostinato ("divenne pesante il cuore di Faraone": 9,7 Qi stativo del verbo "essere pesante").
9,8-12: 6a piaga: peste sugli uomini e sulle bestie; crescendo: compresi i maghi. Ma il Signore "rese ostinato il cuore di Faraone" (9,12 Qittel intensivo): è la prima volta che compare questo modo di spiegare l’ormai altrimenti inspiegabile rifiuto del Faraone, il cui ruolo, tuttavia, appare più ridotto.
9,13-10,29 Terza triade di piaghe
9,13-35: 7a piaga: Grandine solo sugli Egiziani; diversi elementi sottolineano un crescendo: è la "grande orchestra":
a) Introduzione enfatica da parte del Signore: "tutti i miei flagelli contro di te"; "perché tu sappia che nessuno è come me su tutta la terra" (9,14);
b) si fa notare il significato della dilazione: "ti ho lasciato vivere per dimostrarti la mia potenza e per manifestare il mio nome in tutta la terra" (9,16); "perché tu sappia che la terra è del Signore" (9,29);
c) "una grandine violentissima come non c'era mai stata in Egitto"; si preannuncia 11,6, l'ultima piaga;
d) chi "teme il Signore" ha la possibilità di mettersi al riparo; prima soltanto i maghi avevano riconosciuto il dito di Dio;
e) il Faraone questa volta si pente e riconosce la giustizia del Signore: "Questa volta ho peccato; il Signore ha ragione";
f) Mosè accetta di pregare, ma questa volta prevede che Faraone non cambierà;
g) del resto si nomina che qualcosa è scampata al disastro (9,31-32): si prepara la prossima piaga;
h) non solo il cuore del faraone ma anche quello dei suoi ministri si ostina ("ma appesantì il suo cuore egli e i suoi ministri" : 9,34 Hi; "ma rimase forte il cuore di Faraone": 9,35 Qi);
10,1-28: 8a piaga: le cavallette: elementi in crescendo:
a) le cavallette divoreranno "ciò che è rimasto" (10,5.12; cf 9,31-32); non rimane più nulla: 10,16; cf 8,5: il suolo stesso sembra colpito (10,5.15);
b) i ministri chiedono l'intervento del Faraone, perché l'Egitto "è perduto" (10,7); divisione all'interno dell'Egitto (cf 5,19-21);
c) tentativo di contrattare chi deve partire (10,8-11);
d) nuovo pentimento del Faraone, ora si aggiunge "Ho peccato contro il Signore e contro di voi. Ma ora perdonate il mio peccato anche questa volta...";
e) "ma il Signore rese forte il cuore di Faraone" (10,20 Qi)
f) ci sono elementi che preannunciano più chiaramente l'ultima piaga (vento d'oriente 10,13; oscurità 10,15; vento d'occidente e Mare dei Giunchi 10,19 cf 14,21-28; la preghiera del faraone per allontanare "questa morte" 10,17) e l'esito finale dell'uscita (la "processione" per la festa nella risposta di Mosè 10,9) come anche del racconto "familiare" della cena pasquale (l'accenno ai figli e nipoti in 10,2 e ai padri e padri dei padri in 10,6), discussione su chi deve partire (10,8-11: lasciar partire i bambini vorrebbe dire permettere di non tornare);
10,21-29: 9a piaga: tenebre per gli Egiziani (immobilità tombale), luce per gli Israeliti (cf Sal 91):
a) manca il comando per liberare; si introduce come una notazione di “improvviso” o di “rubando”;
b) Faraone concede la partenza superando i limiti delle precedenti contrattazioni, ma escludendo dalla partenza il bestiame minuto e grosso;
c) Mosè chiede invece anche del bestiame da parte del Faraone (serviranno anch'essi per il culto);
d) "ma il Signore rese ostinato il cuore di Faraone" (10,27 Qi); l’induramento avviene ora durante la trattativa, non alla fine;
e) Proibizione a Mosè di ripresentarsi e assicurazione da parte di Mosè che così proprio sarà.
11,1-13,16: Scontro decisivo per la partenza: intreccio di narrazione e
legislazione cultuale:
Le parti rituali e legislative invertono la situazione di oppressione come "mancanza di identità" (cfr. 1,15-22): si pone uno "statuto" che identifica "la comunità" di Israele (12,3.6.47), "al servizio del Signore", nel momento della "partenza" dall'Egitto (tanto il motivo del "servizio" quanto quello della "separazione" sono stati preparati lungo le piaghe); si chiarisce anche il rapporto con gli "stranieri" in genere (12.44.45.48-49; cfr. 4,24-26).
Il passaggio dal linguaggio narrativo a quello rituale, oltre che fondare i riti conosciuti, attualizza il racconto (cf 12,17.41.51: "in questo stesso giorno"), crea un effetto di suspense e inaugura lo scenario tipico del Sinai e dei seguenti libri del Pentateuco (si avranno inserzioni simili in Es 25-31 e 35-40.
11,1-10:
narrazione: annuncio della 10a
piaga sui primogeniti
a) v. 1: annuncia la piaga, ma la espicita solo al v. 5;
b) v. 2-3: richiama 3,21-22: dunque la fine è vicina; per la prima e unica volta si dice che Mosè era stimato dai ministri e dal popolo;
c) v. 8: tutti i servi del Faraone supplicheranno Mosè di uscire;
12,1-28: legislazione e rito: "l'inizio dei mesi":
capodanno (cf Gen 8,13; cf Gs 4,19; 5,10), inizio dell'anno e inizio della nazione:
"rito" delle feste: pasqua e azzimi: "identità" dei Figli d'Israele come "comunità" e "separazione" dagli egiziani;
12,29-42: narrazione: esecuzione della 10 piaga, viaggio, attualizzazione: in rapidissima sequenza si susseguono i tre temi: il “colpo” sull’Egitto, la convocazione del Faraone nella notte per affrettare la partenza con la richiesta di benedizione, la pressione e i doni da parte degli Egiziani;
12,42-51: attualizzazione, legislazione e rito, narrazione: chi appartiene alla comunità: la circoncisione (cf 4,24-26);
identificazione della "comunità", identità di "popolo" attorno al servizio del Signore: notte di veglia fu questa... notte di veglia sarà...;
13,1-16: legislazione e rito: dai padri ai figli “nella terra”: sui primogeniti (1-2.11-16) e sugli azzimi (3.6-10), tutti e due qui collegati al dono della terra, in un contesto di catechesi (rispetto a 12,14-20);
dopo la realizzazione della promessa riguardante la discendenza (cf 1,1-7) e la liberazione di questa discendenza (1,8-12,51), ora l’attenzione si volge alla seconda parte della promessa: la terra;
13,17-22: narrazione: partenza con le ossa di Giuseppe; Dio guida la marcia con la sua presenza (nube e fuoco): “competenza” per le “manovre militari” della sezione successiva e per il cammino che comincia verso il deserto.
14,1-15,21: “Giudizio” nella separazione del mare. Canto di vittoria:
14,1-14: verso il mare, fino a sera: inseguimento e “contatto” fra schiavi e padroni, timore di Israele:
a) discorso-comando di Dio (1-4a): suspense del "vagare" e tattica "tranello" contro Faraone;
b) azione degli Egiziani (5-9) e "timore" da parte di Israele (10-12): discorso di Mosè (13-14): "non abbiate timore...", concluso da un “atto di fede”, “il Signore combatterà per voi” (14) ;
14,15-25: il
mare, di notte: inversione rispetto alla sera:
Egiziani da inseguitori a fuggitivi; Israele avanza tranquillo:
a) discorso-comando di Dio (15-18): tattica;
b) tranquillità dei Figli d’Israele (19-20), azione di Mosè e di Dio, timore da parte degli Egiziani in fuga (21-24), conclusa dalla ripresa dell’”atto di fede”: “il Signore combatte...” (25); dal punto di vista dello stile, notare l’accumularsi delle formule ripetute;
14,26-31: sull'altra riva del mare, al mattino: “soluzione” :
a) discorso-comando di Dio (26);
b) azione di Mosè e di Dio (27-30) conclusa dall’atto di fede del popolo (31);
15,1-21: canto (uscita, ingresso nella terra, tempio): "il Signore regna in eterno e per sempre".
- cf canti alla fine della Genesi (Gen 49), e del Deuteronomio (Dt 32-33); cf anche Ez 37,1-14; 1Cor 15;
15,1 introduzione;
15,2-3 professione di fede, collegata al passato dei padri e all’azione nell’esodo;
15,4-10 la vittoria sull’oppressore e sul caos;
15,11-13 ripresa dossologica: centro del canto tra 3-10 e 13-17;
e riepilogazione dei fatti della liberazione
15,14-16 l’ingresso nella terra: processione trionfale nel deserto dopo la vittoria (14-16)
15,17 e insediamento fondato sul santuario (17-18); cf 3,7-9;
15,18 L’intronizzazione conclude la storia della vittoria e la processione d’ingresso. Cf i Salmi regali.
15,19 narrazione: mare e terra di nuovo in ordine;
15,20-21 Canto di Miriam e delle donne: universalizzazione del canto.