Per leggere una breve Introduzione alla lettura delle pagine che riguardano i racconti dell'Esodo vai a:
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Terza tappa. Le prime letture della Terza Domenica di Quaresima e la terza
lettura della Veglia Pasquale riguardano i racconti dell'esodo, focalizzati
sulla figura di Mosè: il passaggio del mare (Terza lettura della Veglia
pasquale), la protesta del popolo, l'invocazione di Mosè e la risposta di Dio
nel deserto (Prima lettura della terza domenica di Quaresima Anno A), le dieci
parole (Anno B), l'incarico di Dio e le difficoltà di Mosè (Anno C). Riassumiamo questa tappa sotto il titolo: |
Schema
generale del libro dell'Esodo:
1. 1,1-15,21: Il racconto della liberazione
2. 15,22-18,27: Il Signore è in mezzo a noi o no?
3. 19-24: Lo statuto di una nazione santa
4. 25-31: Il modello del Tabernacolo
5. 32-34: L’infedeltà del popolo e la rinnovata fedeltà di Dio
6. 35-40: L’opera obbediente di Israele
Es 32,1-34,35 Peccato e
rinnovamento.
Il racconto del peccato conosciuto come “del vitello d’oro” viene dopo le istruzioni per la costruzione del Santuario (Es 25-31) e prima della loro esecuzione (Es 35-40). La successione di comando-rottura-restaurazione è frequente e intenzionale nella redazione biblica. La troviamo, ad esempio, fin dall’inizio nella successione di Gen 1-2 (creazione) – Gen 3-8 (peccato) – Gen 9,1-17 (nuova creazione). Anche all’interno stesso dei capp. 32-34 appare una sequenza simile: peccato (Es 32) – dialogo e intercessione di Mosè (Es 33) – nuova alleanza (Es 34). Al di là delle questioni storiche riguardanti l’origine di questi materiali, il loro ordinamento attuale mostra che Dio ha la volontà e la capacità di “restaurare” l’alleanza infranta dal popolo. Se poi si considera che uno dei principali punti comuni ai capp. 25-31 (istruzioni sul santuario come coronamento dell’alleanza) e ai cap. 32-34 (rottura dell’alleanza) è proprio la figura di Aronne, rappresentante di tutta la classe sacerdotale, appare l’affermazione che neppure lo sbandamento di Aronne impedisce il miracolo di una rinnovata fedeltà e presenza di Dio. Il futuro di Israele non dipende dalla sua fedeltà o da quella dei suoi capi, ma dalla fedeltà di Dio.
Es 35-40 L’opera di obbedienza
di Israele.
Questi capitoli mostrano la
messa in atto delle istruzioni per la costruzione del santuario (Es 25-31), date
prima del racconto del peccato del vitello d’oro (Es 32-34). Essi mostrano che
il popolo, guidato da Mosè, dopo il racconto del peccato (Es 32) e il
rinnovamento dell’alleanza (Es 34), ubbidisce pienamente ai comandi di Dio.
Tutto il libro viene concluso, infine, dal pieno
apparire della gloria di Dio (Es 40,34-38). Il popolo, una volta sotto la
“schiavitù” del Faraone, può ora continuare il suo viaggio verso la terra
promessa in uno spirito di “servizio libero e fedele” al Signore, che
assicura, lui, la sua presenza
fedele e liberante.