Ester 2,1-23

 

Nella traccia di sviluppo storico-liturgico che stiamo seguendo, la lettura del libro di Ester è da situare sullo sfondo delle problematiche del periodo post-esilico e anche del periodo ellenistico, per quanto riguarda il rapporto di Israele con gli altri popoli. Su questi periodi vedi il sommario storico-teologici relativo indicato nel riquadro.

 

Quinta tappa. Le prime letture della Quinta Domenica di Quaresima, con la quinta e sesta lettura della Veglia Pasquale, riguardano le riflessioni profetiche circa il tempo del post-esilio, il sorgere del giudaismo e le tensioni dell'ellenismo:  Voi tutti assetati, venite... (Quinta lettura della Veglia pasquale), Perché?... Impara, ritorna... (Sesta lettura della Veglia pasquale),  Rivivrete... (Prima lettura della quinta domenica di Quaresima Anno A), L'alleanza nuova, la legge nel cuore (Anno B), Il nuovo supera l'antico (Anno C).

Riassumiamo questa tappa sotto il titolo:

Esilio-Epoca persiana (Giudaismo) - Ellenismo. Dal buio più profondo una luce.
In
attesa di uomini nuovi.
Israele come "resto"  

 

Introduzione al Libro di Ester (vedi Guida di lettura a Est 1)

 

Guida per la lettura continua di Est 2,1-23

 

Est 2,1-23 Ester diventa regina

 

I capitoli 1-2 sono il preludio all'azione vera e propria che comincia al c. 3. Nel cap. 1 La regina precedente Vasti scompare dalla scena e viene introdotto il personaggio impetuoso e cangiante di Assuero. Il cap. 2  introduce l'eroina e l'eroe giudei, Ester e Mardocheo. Ester diventa regina e si installa a palazzo mentre Mardocheo si installa a corte, e guadagna un credito nei confronti di Assuero. Ora, tutti i personaggi sono sulla scena, e l'azione principale può cominciare.

 

2,1-4      Ricerca di una nuova regina

 

A differenza delle versioni di Giuseppe Flavio ("il re si ricordò con rimpianto di Vashti") e della LXX ("il re non si ricordò più di Vashti"), nessuna precisazione viene data nel testo ebraico sui sentimenti del re. È noto nella Persia il re poteva per legge sposare soltanto una donna proveniente da una delle sette famiglie nobili del regno. Il motivo del "concorso" fra tutte le donne del paese è dunque leggendario, e il narratore ne approfitta per inserirvi qualcuna delle sue allusioni ironiche (cf un motivo simile in 1Re 1,1-4 per il re Davide). Le qualità richieste dai soliti consiglieri  per vincere il concorso a "regina" non vanno oltre la bellezza e la capacità di far passare una notte d'amore gradita al re. Tuttavia, la frase "la fanciulla che piacerà al re diventerà regina al posto di Vashti", se tradotta più letteralmente ("regnerà al posto di "), allude in anticipo il potere reale che di fatto Ester eserciterà nella fase decisiva del racconto, andando ben oltre le qualità richieste nel concorso.

 

2,5-7      Introduzione di Ester e Mardocheo

I vv. 2,5-7 interrompono il racconto per presentare i due protagonisti giudei della storia. Il carattere quasi di parentesi non deve però far sottovalutare le informazioni fornite. La genealogia collega Mardocheo con due nomi antichi della famiglia di Saul, Shimei e Kish, padre di Saul (1Sam 9,1; 14,51). Oltre che dar lustro al personaggio, una tale geanealogia servirà al testo ebraico (meno alle versioni) per spiegare l'inimicizia quasi personale che esiste fra Mardocheo e Haman, discendente invece da Agag, re degli Amaleciti, sconfitto a suo tempo proprio da Saul. La notizia che fa di Mardocheo un esiliato del tempo di Jeconia serve per inserirlo fra i nobili interessati da quel provvedimento, ma è di nuovo del tutto inverosimile per il tempo in cui si svolgono gli avvenimenti (sempre se si prende Serse come punto di riferimento).

Di Ester si dice soltanto che è bella (può quindi partecipare al concorso) e che è orfana, adottata dallo zio Mardocheo (le cose stanno diversamente nelle altre versioni greche). Un tale stato diventa quasi immagine dello stato di debolezza dei giudei in terra s'esilio. Il suo nome stesso, se visto nella sua scrittura consonantica ("io nasconderò"), potrebbe contenere un'allusione alla necessità del suo "nascondimento" come ebrea. Sembrerebbe da questa presentazione che Mardocheo dovrà essere il protagonista della storia. Lo sarà invece (almeno nel testo ebraico) Ester, la "meno qualificata".

Riflessione. Il tema del potere riappare in queste due parti introduttive del c. 2 nell'accostamento, da una parte, del potere del re e della sua corte, che possono smembrare a piacimento le famiglie, prendendone le figlie per portarle nell'harem del re, e, dall'altra. delle due figure di un esiliato e din un'orfana. Il testo non fa nessun commento sui sentimenti delle ragazze trasgerite nell'harem del re, così come non dirà niente di Ester. Che cosa può contare di fronte al potere infinito del re persiano la volontà o il benessere di una qualsiasi ragazza del suo regno? Tuttavia, sarà opportuna una pausa per considerare quanta dispersione e angoscia il potere può introdurre nella vita dei senza potere. Ieri e oggi, non sembra finire l'abitudine degli uomini di sottomettere altri uomini a "tratte" sempre rinnovate. Il testo ebraico ha fiducia che il lettore saprà comprendere il senso del suoi taciti accostamenti.

 

2,8-18    Banchetto per Ester quando è scelta regina

 

Per i rabbini ha fatto problema l'obbedienza di Ester e Mardocheo al comando immorale del re, e hanno inserito nei loro commenti che Mardocheo tentò inutilmente di nascondere la sua protetta, la quale fu poi portata  a forza nella reggia. Che una ragazza ebrea divenga concubina del re sembra invece non costituire nessun problema per il testo ebraico, anzi al v. 9 si parla della prima azione di Ester che "conquista il favore" di Hegài, custode delle donne. La trad. Cei perde la qualità "attiva" dell'azione di Ester in questo versetto, ma lo mantiene al v. 15 quando si dice che "Ester attirava la simpatia di quanti la vedevano". Il risultato positivo è immediato nei gesti di privilegio di Hegài verso Ester, della quale si aggiunge che, su consiglio di Mardocheo, aveva tenuto nascosta la sua identità ebraica. Una conseguenza di questo silenzio è che si suppone che Ester non rispetti nessuna delle prescrizioni tipiche di un giudeo osservante. Le versioni greche e i commenti rabbinici, nuovamente, si preoccuperanno di ovviare a questo "scandalo", spostando così i punti di "suspense" narrativa e l'interesse della trama su valori più esplicitamente religiosi.

Un banchetto (il quarto) segna il successo di Ester e la sua intronizzazione come "regina", e il re manifesta la sua felicità diventando generoso con il popolo, rimettendo le loro tasse (o dispensando dai lavori forzati). Per quanto riguarda la trama, due punti restano in sospeso:  l'identità giudaica di Ester resta nascosta e la posizione a corte di Mardocheo, che trova il modo di procurarsi informazioni su Ester, senza che nessuno apparentemente si chieda il perché.

Riflessione. Un problema morale. Prima l'accondiscendenza di Mardocheo e di Ester, e poi la "vittoria a concorso" di lei  e la sua ammissione a concubina del re hanno posto e pongono talvolta un problema di morale per molti lettori e commentatori. Di Ester, che, in quanto protagonista, si suppone debba assumere un ruolo di modello di comportamento, un commentatore, ad esempio, dice che "Ester moralmente cade molto più in basso del livello generale dell'Antico Testamento". Anche se come lettori del ventunesimo secolo abbiamo (almeno a parole) delle convinzioni diverse sul trattamento delle donne, questo non è motivo sufficiente per giudicare un testo unicamente a partire dai nostri criteri. Dopo tutto, la bibbia è piena di episodi che giudichiamo immorali. Le azioni di Ester vanno viste all'interno dei parametri sociali e culturali dell'ambiente in cui si svolge la storia, e all'interno di questi parametri dobbiamo riconoscere che essa si muove con accortezza, a vantaggio dei suoi connazionali in pericolo.

Un problema di fede. Sia Mardocheo sia Ester  sono detti giudei in base alla loro appartenenza etnica e non in base al loro comportamento, del tutto assimilato a quello dei pagani, almeno quanto alle pratiche religiose e nel testo ebraico (non sarà così invece nelle edizioni in greco). Si può dire che il loro modo di vivere in esilio mete in pratica le parole di Geremia:  «Così dice il Signore degli eserciti, Dio di Israele, a tutti gli esuli che ho fatto deportare da Gerusalemme a Babilonia:  Costruite case e abitatele, piantate orti e mangiatene i frutti;  prendete moglie e mettete al mondo figli e figlie, scegliete mogli per i figli e maritate le figlie; costoro abbiano figlie e figli. Moltiplicatevi lì e non diminuite.  Cercate il benessere del paese in cui vi ho fatto deportare. Pregate il Signore per esso, perché dal suo benessere dipende il vostro benessere» (Ger 29,4-7). Il problema dell'assimilazione o della distinzione degli ebrei in mezzo ai popoli dove essi vivono non ha ancora finito di far problema. L'assimilazione dei giudei tedeschi non è valsa per salvarli e i numerosi segni di una ricorrente avversione per un gruppo che vuole mantenere la propria distinzione può far considerare ancor oggi tragicamente attuale il consiglio di Mardocheo ad Ester di non manifestare senza motivo la propria identià ebraica.

 

2,19-23  Duplice fedeltà di Ester e Mardocheo, che scopre il complotto e lo rivela al re per mezzo di Ester

 

Il v. 19 ha posto problemi forse insolubili ai traduttori. Non è improbabile che il termine problematico shenot  vada tradotto non "la seconda volta che si radunavano le fanciulle" (non si parla di un fatto simile in tutto il racconto), quanto (lett.) "nel radunarsi delle diverse fanciulle, Mardocheo sedeva alla porta del re". In altre parole, il testo presenta Mardocheo come un personaggio di corte, che per il suo ufficio può restare vicino alla sua protetta in questa sua nuova avventura regale. Ester resta in contatto con Mardocheo e fedele ai suoi consigli. Anche Mardocheo, dal canto suo, appare fedele  alle sue origini per i consigli che dà ad Ester e nello stesso tempo mostra la sua fedeltà al re come personaggio della sua corte. Lo stretto rapporto che il testo mantiene fra i due e che appare superare il livello di una reciproca informazione per apparire sostegno rciproco in una non facile duplice fedeltà, spiega perché, quando Mardocheo scopre il complotto, egli ne informi il re solo per mezzo di Ester, mentre non gli mancavano certo altre vie, e Ester a sua volta parla al re in nome di Mardocheo, cosa anche questa narrativamente non scontata, ma in funzione delle solidarietà che il testo intende costruire.

Riflessione. Il fatto che Mardocheo non si aspetti e non ottenga nessuna ricompensa e il fatto che nemmeno Ester ne richieda una per lui, pur rivelando il complotto al re in nome di lui, è importante non solo dal punto di vista delle opposizioni e della suspense narrativa (tra poco Haman sarà gratificato da re senza nessun motivo), ma anche contribuiscono a presentare i due protagonisti giudei come personaggi che operano in nome di ciò che è giusto e non in nome di propri interessi.