Per leggere una breve Introduzione alla lettura delle pagine che riguardano i racconti della "creazione" vai a:
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Prima tappa. Le prime letture della Prima domenica di Quaresima e la prima
lettura della Veglia Pasquale riguardano le prime pagine della Genesi: la
creazione (prima lettura della Veglia pasquale), il giardino e la scacciata
(Prima domenica di Quaresima Anno A), l'oggi
del dopo-diluvio (Anno B), l'ingresso nella terra e il ringraziamento (Anno C). Riassumiamo questa tappa sotto il titolo: |
I primi capitoli della Genesi non riguardano propriamente un periodo storico particolare. Essi parlano della creazione del mondo ma non con l’intento di dire come siano andate le cose dal punto di vista scientifico. Essi costituiscono piuttosto una riflessione sul senso della storia considerata dal punto di vista della fede di Israele.
Diamo qui una breve guida di lettura del primo capitolo, conosciuto come il racconto della creazione. Si tratta come di un inno iniziale che apre solennemente il libro biblico come una specie di prologo.
Il suo senso generale è quello di affermare che Dio è dalla parte vita e che il mondo viene concepito come una casa che Dio prepara per gli uomini. Questo viene detto sotto forma di racconto e secondo uno stile molto strutturato e ripetitivo, che contribuisce non poco a dare un’immagine di ordine.
v. 1 Il verso 1,1 “In
principio Dio creò il cielo e la terra”, costituisce come il titolo di
quanto segue.
v. 2: Il verso 2 enuncia
il punto di partenza: il mondo è
presentato senza possibilità di vita nei suoi tre spazi: terra, aria, acqua.
Il racconto che segue, inverte questa situazione nei rispettivi spazi: prima
ordinandoli (giorni 1-3) e poi riempiendoli (giorni 4-6).
vv.
3-13: descrivono l’opera di Dio nei giorni 1-3:
Primo giorno e prima opera: dopo la separazione luce - tenebra (possibilità di
fare),
• nello spazio "aria": separazione del firmamento, così che,
nella concezione cosmogonica del tempo, le acque che sono sopra la volta celeste
non cadano sulla terra (secondo
giorno, seconda opera);
• nello spazio "acqua": separazione del mare: così
che sulla superficie della terra non ci sia soltanto l’acqua ;
• nello spazio "terra": separazione dell'asciutto:
L'asciutto prosegue l'opera della creazione con quanto si pensava prodotto dalle
risorse della terra: erbe ed alberi con seme proprio
vv. 14-31:
descrivono l’opera di Dio nei giorni 4-6:
• nello spazio "aria": il firmamento popolato dagli astri
(quarto giorno, quinta opera);
• nello spazio "acque": il mare" popolato dai pesci
(quinto giorno, sesta opera);
• nello spazio "terra": l'asciutto popolato dagli animali
(sesto giorno, settima opera) e popolato e "dominato" dall'uomo e
dalla donna (sesto giorno ottava opera).
vv. 2,1-3 Il
settimo giorno dopo
l'ordinamento degli spazi, introduce l'ordinamento/separazione del tempo, secondo
un ritmo "lavoro/riposo". Il sabato è benedetto come gli
animali e gli uomini, e ciò lascia aperta la prospettiva della "fecondità" del
sabato (riapparirà in Es 16, come fattore di liberazione dal “duro lavoro”
all’inizio del cammino del popolo attraverso il deserto).
Lettura continua
con brevi annotazioni per aiutare a seguire il movimento narrativo del testo
| Traduzione (dinamica) LDC-ABU | Traduzione
(formale) CEI |
Annotazioni sul movimento narrativo |
| 1
In principio Dio creò il cielo e la terra. |
1
In principio Dio creò il cielo e la terra. |
v. 1: titolo-sommario del capitolo |
|
2 Il mondo era vuoto e deserto, le tenebre coprivano gli abissi e un vento impetuoso soffiava su tutte le acque. |
2 Ora la terra era informe e deserta e le tenebre ricoprivano l'abisso e lo spirito di Dio aleggiava sulle acque. |
v. 2: punto di partenza: il mondo è presentato senza possibilità di vita nei suoi tre spazi: terra, aria, acqua. Quanto segue, inverte questa situazione nei rispettivi spazi: prima ordinandoli (giorni 1-3) e poi riempiendoli (giorni 4-6). |
| 3 Dio disse: «Vi sia la luce!». E apparve la luce. 4 Dio vide che la luce era bella e separò la luce dalle tenebre. 5 Dio chiamò la luce Giorno e le tenebre Notte. Venne la sera, poi venne il mattino: primo giorno. |
3 Dio disse: |
vv. 3-13:
giorni 1-3: 1g I opera: dopo la separazione luce - tenebra (possibilità di fare), - nello spazio "aria": separazione del firmamento (2g II opera); - nello spazio "acqua": separazione del mare: (2g II opera); - nello spazio "terra": separazione dell'asciutto (3g IV opera): L'asciutto prosegue l'opera della creazione con quanto si pensava prodotto dalle risorse della terra: erbe ed alberi con seme proprio. |
| 6 Dio disse: «Vi sia una grande volta Divida la massa delle acque». 7 E così avvenne. Dio fece una grande volta e separò le acque di sotto dalle acque di sopra. 8 Dio chiamò la grande volta Cielo. Venne la sera, poi venne il mattino: secondo giorno. |
6 Dio disse:
«Sia il firmamento in mezzo alle acque per separare le acque dalle acque». 7 Dio fece il firmamento e separò le acque, che sono sotto il firmamento, dalle acque, che son sopra il firmamento. E così avvenne. 8 Dio chiamò il firmamento cielo. E fu sera e fu mattina: secondo giorno. |
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| 9 Dio disse: «Siano raccolte in un sol luogo le acque che sono sotto il cielo e appaia l'asciutto». E così avvenne. 10 Dio chiamò l'asciutto Terra e chiamò le acque Mare. E Dio vide che era bello. 11 Dio disse: «La terra si copra di verde, produca piante con il proprio seme e ogni specie di albero da frutta con il proprio seme!». E così avvenne. 12 La terra produsse erba verde, ogni specie di piante con il proprio seme e ogni specie di alberi da frutta con il proprio seme. E Dio vide che era bello. 13 Venne la sera, poi venne il mattino: terzo giorno. |
9 Dio disse: |
|
| 14 Dio disse: «Vi siano luci nella volta del cielo per distinguere il giorno dalla notte: saranno segni per le feste, i giorni e gli anni. 15 Risplendano nel cielo per far luce sulla terra». E così avvenne. 16 Dio fece due grosse luci: la più grande per il giorno, la più piccola per la notte. E poi le stelle. 17-18 Dalla volta del cielo esse rischiarano la terra. Dio le mise lassù per regolare il giorno e la notte e separare la luce dalle tenebre. E Dio vide che era bello. 19 Venne la sera, poi venne il mattino: quarto giorno. |
14 Dio disse:
«Ci siano luci nel firmamento del cielo, per distinguere il giorno dalla notte; servano da segni per le stagioni, per i giorni e per gli anni 15 e servano da luci nel firmamento del cielo per illuminare la terra». E così avvenne: 16 Dio fece le due luci grandi, la luce maggiore per regolare il giorno e la luce minore per regolare la notte, e le stelle. 17 Dio le pose nel firmamento del cielo per illuminare la terra 18 e per regolare giorno e notte e per separare la luce dalle tenebre. E Dio vide che era cosa buona. 19 E fu sera e fu mattina: quarto giorno. |
vv. 14-31:
giorni 4-6: - nello spazio "aria": il firmamento popolato dagli astri (4g V opera); - nello spazio "acque": il mare" popolato dai pesci (5g VI opera); - nello spazio "terra": l'asciutto popolato dagli animali (6g VII opera) e popolato e "dominato" dall'uomo e dalla donna (6g VIII opera). |
| 20 Dio disse: «Le acque producano animali che guizzano, e sulla terra e nel cielo volino gli uccelli». 21 Dio creò i grandi mostri del mare e tutto quel che vive e guizza nelle acque. E Dio vide che era bello. 22 Dio li benedisse: «Siate fecondi, diventate numerosi e popolate le acque dei mari. E anche gli uccelli si riproducano sulla terra». 23 Venne la sera, poi venne il mattino: quinto giorno. |
20 Dio disse:
«Le acque brulichino di esseri viventi e uccelli volino sopra la terra, davanti al firmamento del cielo». 21 Dio creò i grandi mostri marini e tutti gli esseri viventi che guizzano e brulicano nelle acque, secondo la loro specie, e tutti gli uccelli alati secondo la loro specie. E Dio vide che era cosa buona. 22 Dio li benedisse: «Siate fecondi e moltiplicatevi e riempite le acque dei mari; gli uccelli si moltiplichino sulla terra». 23 E fu sera e fu mattina: quinto giorno. |
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| 24 Dio disse: «Produca la terra varie specie di animali: domestici, selvatici e quelli che strisciano». E così avvenne. 25 Dio fece questi animali secondo la loro specie: quelli selvatici, quelli domestici e quelli che strisciano al suolo. E Dio vide che era bello. 26 Dio disse: «Facciamo l'uomo: sia simile a noi, sia la nostra immagine. Dominerà sui pesci del mare, sugli uccelli del cielo, sul bestiame, sugli animali selvatici e su quelli che strisciano al suolo». 27 Dio creò l'uomo simile a sé, lo creò a immagine di Dio, maschio e femmina li creò. 28 Li benedisse con queste parole: «Siate fecondi, diventate numerosi, popolate la terra. Governatela e dominate sui pesci del mare, sugli uccelli del cielo e su tutti gli animali che si muovono sulla terra». 29 Dio disse: «Vi do tutte le piante con il proprio seme, tutti gli alberi da frutta con il proprio seme. Così avrete il vostro cibo. 30 Tutti gli animali selvatici, tutti gli uccelli del cielo e tutti gli altri viventi che si muovono sulla terra mangeranno l'erba tenera». E così avvenne. 31 E Dio vide che tutto quel che aveva fatto era davvero molto bello. Venne la sera, poi venne il mattino: sesto giorno. |
24 Dio disse: 26 E Dio disse: «Facciamo l'uomo a nostra
immagine, a nostra somiglianza, e domini sui pesci del mare e sugli uccelli
del cielo, sul bestiame, su tutte le bestie selvatiche e su tutti i rettili
che strisciano sulla terra». |
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| 1 Così
Dio completò il cielo e la terra e ciò che vi si trova: tutto era in ordine. 2 Il settimo giorno, terminata la sua opera, Dio si riposò. il settimo giorno aveva finito il suo lavoro. 3 Dio benedisse il settimo giorno e disse: «È mio!». Quel giorno si riposò dal suo lavoro: tutto era creato. |
2,1 Così furono portati a compimento il cielo e
la terra e tutte le loro schiere. |
vv. 2,1-3 Il settimo giorno dopo l'ordinamento degli spazi, introduce l'ordinamento/separazione del tempo, secondo un ritmo "lavoro/riposo". Il sabato è benedetto come gli animali e gli uomini, e ciò lascia aperta la prospettiva della "fecondità" del sabato (riapparirà in Es 16, all'inizio del cammino di liberazione del popolo attraverso il deserto). |
Guida (monizione per lettura liturgica) : DAL LIBRO DELLA GENESI (1,1-2,2)
- Con l'opera della creazione Dio rende possibile la vita nel mondo. Dio agisce da sempre in favore della liberazione dell'uomo e lo chiama a essere sua immagine. Cristo sarà tra gli uomini l'immagine più vera del Padre. In lui inizierà una nuova creazione.