Gen 11,27-25,11 Sesta generazione. Di Terach, con protagonista Abramo.
Gen 25,12-18      Settima generazione. Di Ismaele.

 

Per leggere una breve Introduzione alla lettura delle pagine che riguardano i racconti di Abramo vai a:

 

Seconda tappa. Le prime letture della Seconda Domenica di Quaresima e la seconda lettura della Veglia Pasquale riguardano i racconti cosiddetti patriarcali, focalizzati liturgicamente sulla figura di Abramo: il sacrificio di Abramo (Seconda lettura della Veglia), la vocazione di Abramo (Prima lettura della seconda domenica di Quaresima anno A), di nuovo il sacrificio di Abramo (Anno B), l'alleanza (Anno C).

Riassumiamo questa tappa sotto il titolo:
I Patriarchi. Possono gli uomini essere fratelli? Una speranza contro ogni speranza.

L'umanità come una famiglia.

 

Per leggere un inquadramento generale della storia dei patriarchi nell'insieme del libro della Genesi vai a :

"Sguardo retrospettivo sul libro della Genesi a partire dalla "storia di Giuseppe"

 

Guida per la lettura continua

Sesta e settima generazione. Di Terach 11,27-25,11 (Abramo)  e di Ismaele (25,12-18)

Con l'apparire della sesta genealogia, l'orizzonte in qualche modo si restringe dagli orizzonti cosmici e universali dei primi capitoli a quelli di una famiglia particolare, quella di Terach, di cui il figlio Abramo sarà  capostipite del popolo di Israele. Questa focalizzazione non autorizza tuttavia a separare in modo netto i cosiddetti "racconti delle origini" dai seguenti "racconti dei patriarchi", che sono anch'essi "racconti di origine" (la Genesi termina con i dodici figli di Giacobbe in Egitto e quindi prepara e fonda l'origine di Israele come popolo). Del resto la focalizzazione su dei personaggi particolari era già cominciata a partire da quei versetti che evidenziavano un rapporto preferenziale con Dio (soprattutto con Abele 4,4, con Set 4,26 e con Sem 9,26-27).

In questa guida di lettura continua, non insistiamo direttamente sui temi teologici o esortativi, ma su ciò che fa di questi racconti un insieme coerente e fortemente strutturato, nonostante la grande varietà di frammenti narrativi.

Evidenziamo il momento iniziale, quello della "chiamata" di Abramo (11,27-12,9).  Esso consta di due momenti.

a) Nel primo, i vv. 11,27-32 hanno la medesima funzione di Gen 1,2. Come allora la terra "informe e deserta" avvolta dalle tenebre e dal vento che soffia sull'abisso esponeva una situazione iniziale sfavorevole alla vita, così ora la famiglia di Terach sperimenta varie avversità che ne minacciano il futuro: la scomparsa prematura di un figlio che muore prima del padre; la sterilità di Sara, moglie di Abramo; l'inconcludenza del viaggio che Terach stesso ha iniziato verso Canaan (per migliorare la situazione?), e che invece si ferma a Charran, dove Abramo resta senza il sostegno del padre, che vi trova la morte. 

b) Nel secondo, in Gen 12,1-9, Dio interviene per scegliere gratuitamente Abramo all'interno della famiglia di Terach e chiamarlo a continuare il viaggio verso Canaan, già cominciato con il padre Terach (ricordiamo che Dio interviene nella storia dei patriarchi sempre dopo la morte del loro padre naturale). La chiamata preferenziale di Dio e l'obbedienza fiduciosa di Abramo restano però sempre subordinate alla medesima finalità che di Dio conosciamo fin dall'inizio, quella di una "benedizione" affermata sugli animali e sugli umani al momento della creazione (1,22 e 1,26-28), confermata poi al momento di iniziare le "generazioni" di Adamo, rinnovata a Noè e alla sua discendenza dopo il diluvio (9,1) e infine specificata in modo particolare per Sem e Iafet (9,26-27). Il tono della "benedizione" è ora qunto mai solenne e la sua portata quanto mai universale: "Farò di te un grande popolo e ti benedirò, renderò grande il tuo nome e diventerai una benedizione. 3 Benedirò coloro che ti benediranno e coloro che ti malediranno maledirò e in te si diranno benedette tutte le famiglie della terra" (12,2-3).

Lo sviluppo della storia di Abramo sarà composto da numerosi episodi, che per la maggior parte si possono raggruppare a due a due per la loro rassomiglianza o per i personaggi di cui trattano.

I fili narrativi e i temi che mantengono l'unità di questo quadro sono gli stessi che ne mantengono l'unità con i capitoli precedenti. Il tema della "creazione" anzitutto: come Dio benedice, sceglie e salva in Gen 1-11, così egli continua a benedire, a scegliere e a salvare in questa prima parte dei racconti patriarcali (abbiamo già segnalato i testi relativi). Il tema della alleanza e della promessa: Dio ha cominciato a fare "alleanza" non con Abramo (Gen 15 e 17), ma già con Noè (6,18 e 9,8-17), e la sua prima promessa era già giunta subito dopo il diluvio (8,21-22). Il tema della fedeltà:  già per Enoch e Noè la Bibbia aveva ripetuto che essi "avevano camminato con Dio" (5,22; 6,9), ma ora il tema è ricorrente in tutte le storie di Abramo e si arricchisce di diversi episodi di "prova", in cui conta non solo e non tanto la fedeltà di Abramo, quanto quella di Dio stesso.

In effetti, ciò che unisce i diversi racconti di Abramo, e poi anche quelli di Isacco e di Giacobbe, è proprio la figura stessa di Dio. Pur parlando dei "patriarchi", è Dio stesso che agisce per essi come "padre" e "madre" (si ricordi il tema della sterilità delle matriarche). Significativamente, a cominciare con Abramo, Dio si fa "vedere" o comincia la sua azione con ciascuno dei patriarchi sempre dopo la morte del loro padre: Dio parla ad Abramo dopo la morte di Terach (11,32-12,1), ad Isacco dopo la morte di Abramo, a Giacobbe dopo che egli lascia la propria casa con il padre che verosimilmente si avvicina alla morte, e infine vien in aiuto di Giuseppe dopo che egli è stato allontanato dalla casa paterna.

Come lettori occidentali, noi siamo meno sensibili ai dettagli cronologici che il redattore dissemina lungo i suo racconto, anzi ne siamo sovente disturbati come da notizie strane o semplicemente curiose. Studiosi ebrei hanno fatto osservare, tuttavia, la funzione di questi dettagli. Facciamo osservare, ad esempio, l'organizzazione degli anni dei patriarchi, non come motivo di curiosità esotica, ma come invito ad accingersi a leggere questi racconti con una nuova disponibilità narrativa e letteraria, con il gusto e il piacere di leggere dei racconti dove tutto è pertinente e significativo, e non solo e non subito preoccupati di idee teologiche, o morali o esortative.

Si noti dunque che Abramo vive 175 anni, di cui i primi 75 prima della morte del padre e gli ultimi 75 dopo la nascita del figlio Isacco. Una suddivisione simile avverrà per Giuseppe, che vive i suoi primi 17 anni con il padre in Canaan e gli ultimi 17 anni nuovamente con il padre in Egitto. Si osservi poi che la durata della vita dei patriarchi appare organizzata dalmodulo seguente:

Abramo    175 anni = 7 x 5 x 5
Isacco       180 anni = 5 x 6 x 6
Giacobbe  147 anni = 3 x 7 x 7

dove il numero elevato al quadrato cresce di uno ogni volta, mentre ogni volta diminuisce di due il coefficiente, restando però sempre 17 la somma dei fattori. È un modo retorico, tra altri, per esprimere la profonda  convinzione bibica che il periodo della formazione di Israele non è una concatenazione casuale di avvenimenti, ma un insieme ordinato secondo una grande visione divina (Nahum M. Sarna, Genesis, The Traditional Hebrew Text with the New Jewish Publication Society Translation, Philadelphia - New York - Jerusalem 5749/1989). Nel sistema sessagesimale usto anticamente, la durata della vita di Giacobbe corrisponde alla somma dei reciproci dei numeri da 1 a 6 (60+30+20+15+12+10): 144 era un numero familiare e popolare come oggi il 144 (12x12).

La vita di Giuseppe, con i suoi 110 anni, appare concludere in logica successione questo modulo matematico. Infatti 110 = 1 x (5x5) + (6x6) + (7x7), cioè succede nella serie dei numeri in diminuzione di 2 (7, 5, 3, 1) e rappresenta la somma dei fattoi in progressione (5,6,7) elevati al quadrato. Più che un ultimo tocco di colore egiziano, si tratta di raffigurare Giuseppe come la conclusione dell'intera storia patriarcale: in effetti, si tratta, come vedremo, del momento in cui i fratelli, che rischiavano la dissoluzione e quindi la vanificazione della promessa, ritrovano l'unità che sarà all'origine del popolo di Israele.

Per la lettura continua della storia di Abramo nei quattro sabati del mese di gennaio, non indichiamo nessuno ulteriore spezzettamento, ma suggeriamo di seguire il movimento "ripetitivo" del testo rileggendo ogni volta tutti i capitoli da 11,27 fino a 25,18. Il ripetersi di storie che si rassomigliano (il lettore attento non avrà difficoltà a notare quali siano), come in un gioco di specchi, ha l'effetto di invitare il lettore a riflettere, a ripensare, a tornare sugli avvenimenti del capostipite, tanto più che molti di questi medesimi racconti si rivelano un anticipo di quanto il popolo credente stesso sperimenterà nel corso futuro della sua storia e ne rappresentano anzi la griglia e l'unità di misura.

 

Nota circa i racconti che si possono appaiare, per qualche loro rassomiglianza:

 

Due sono le genealogie presenti, all'inizio quella degli ascendenti (11,27-30)  e alla conclusione quella dei discendenti (25,1-18).

Due i racconti dei pericoli corsi da Sara (e quindi anche dalla sua discendenza): in Egitto prima (12,10-20) e a Gerar dopo (20,1-18).

Due i racconti su Lot, il primo sulla sua separazione da Abramo e la sua liberazione dopo una sconfitta (13-14); il secondo sulla distruzione di Sodoma (18,16-19,38).

Due sono le relazioni di alleanza tra Dio e Abramo, la prima con la promessa di una discendenza e un rito sacrificale di impegno (15,1-21) e la seconda con il segno della circoncisione (17,1-27).

Due storie riguardano Hagar e il suo figlio Ismaele, la sua nascita (16,1-16) e la sua perdita (21,8-21: Abramo perde Ismaele subito prima dell'"offerta" di Isacco).

Due episodi riguardano la nascita di Isacco, la promessa durante l'apparizione a Mambre (18,1-15) e l'avverarsi della nascita stessa con la circoncisione (21,1-7).

Due storie hanno come protagonista Abimelech, prima neisuoi rapporti con Sara (20,1-18) e poi con la sua allenza cn Abramo (21,22-34).

Due sono le "prove" cui Abramo è sottoposto, la sua chiamata stessa a proseguire il cammino verso Canaan cominciato con suo padre Terach (12,1-9) e l'"offerta" del figlio Isacco (22,1-19).

Due storie infine riguardano la terra, la sua occupazione e divisione con Lot (13,1-18) e l'acquisto di un suo lotto per la sepoltura di Sara (23,1-20).

 

Traccia schematica di lettura continua

 

6) Gen 11,27-25,11; 7) 25,12-18 Traccia schematica sesta e settima generazione

 

6.1) 11,27-13,18 Elezione di Abramo

 

In evidenza le visioni o le parole del Signore o verso il Signore

 

6.1.1) 11,27-12,9 Partenza di Terach, proseguimento-chiamata di Abramo verso Canaan

 

a) 11,27-30 Collegamento con "le famiglie dei popoli"

b)  2,1-3 Chiamata-proseguimento: benedizione e promessa (12,1b-3)

c) 12,4-5 Risposta di Abramo

  d) 12,6-9 Abramo nella terra (Betel - Ai). Nuova parola-conferma del Signore, altare e invocazione (12,7-8; cf 13,4)

 

6.1.2) 12,10-20 Prime difficoltà. Abramo in Egitto

a) 12,10 Carestia

b) 12,11-20 Rapimento di Sara

 

6.1.3) Ritorno nella terra

a) 13,1-4 Ritorno nella terra (Neghev, Betel-Ai). Altare e invocazione del nome del Signore (13,4; cf 12,8)

b) 13,5-13 Separazione da Lot, che si stabilisce vicino a Sodoma (12,13 "ora gli uomini di Sodoma erano perversi e peccavano molto contro il Signore"), mentre Abramo si stabilisce nel paese di Canaan, secondo la parola del Signore cf 12,7).

c) 13,14-17 Riaffermazione delle benedizioni. 13,14-17

d) 13,18 Partenza di Abramo per Hebron, ove costruisce un altare per il Signore (13,18)

 

6.2) 14,1-23 Il pericolo di Sodoma ha una prima realizzazione (cf 12,13). Abramo riscatta Lot ed è riconosciuto come una figura importante nel territorio

a) 14,1-11 Invasione dall'est

b) 14,12-16 Abramo il guerriero riscatta Lot e incontra il re di Sodoma

c) 14,17-20 Inserimento dell'episodio di Melchisedek, re di Shalem, che benedice Abramo (14,19-20)

d) 14,21-24 Prosegue l'incontro con il re di Sodoma, dei cui beni Abramo non prende niente (la proposta in 14,21: "Dammi le persone, i beni prendili per te (in latino: "da mihi animas, coetera tolle").

 

6.3) 15,1-21 "L'alleanza in mezzo alle parti"

a) 15,1-6 Primo dialogo con Dio: la promessa di una discendenza

b) 15,7-21 Secondo dialogo con Dio: la promessa della terra

 

6.4) 16,1-16 Sara, Agar, e la nascita di Ismaele

a)16,1-6 Primo tentativo di avere un figlio. Tensione fra Sara e Agar, incinta, che viene scacciata.

b)16,7-14 l'angelo protegge Agar e la fa tornare nella famiglia di Abramo (16,11-12.13)

c)16,15-16 Agar partorisce il figlio e Abramo lo chiama Ismaele.

 

6.5) 17,1-27 L'alleanza nella carne (circoncisione)

a) 17,1-8 Visione e parola del Signore: alleanza, promessa per una discendenza di popoli e di re, cambiamento del nome di Abramo (17,1-2.4-8).

b) 17,9-14 La legge della circoncisione viene stabilita (17,9-14)

c) 17,15-22 Cambiamento del nome di Sara, promessa di una discendenza di popoli e re (17,15-16), attraverso il figlio Isacco (17,19-21)

d) 17,23-27 La legge della circoncisione viene osservata

 

6.6) 18,1-19,29 Abramo e Dio

a) 18,1-8 Ospitalità di Abramo

b) 18,9-15 Annuncio per Sara

c) 18,16-22 Annuncio per Sodoma (18,17-21). I "due angeli" partono per Sodoma.

d) 18,23-33 Dialogo di intercessione di Abramo con il Signore

e) 19,1-29 Distruzione di Sodoma

- 19,1-5 Arrivo dei due angeli a Sodoma

- 19,6-11 Resistenza morale di Lot

- 19,12-22 Liberazione di Lot e della sua famiglia

- 19,23-29 Il cataclisma. Abramo ritorna al luogo di osservazione del Signore

f) 19,30-38 Da Lot salvato nascono Moab e Ammon, per l'iniziativa delle due figlie.

 

6.7) 20,1-18 Abramo, Sara e Abimelech

a) 20,1-2 Abramo straniero a Gerar. Rapimento di Sara

b) 20,3-7 Ammonimento ad Abimelech (20,3)

c) 20,8-13 Difesa di Abramo

d) 20,14-18 Restituzione di Abimelech e intercessione di Abramo

 

6.8) 21,1-21 Isacco e Ismaele

a) 21,1-7 Nascita di Isacco

b) 21,8-21 Espulsione di Agar e Ismaele, che Dio salva nel deserto

 

6.9) 21,22-34 Alleanza fra Abramo e Abimelech. Abramo e Beersheva, dove invoca il Signore "Dio dell'eternità" (21,33)

 

6.10) 22,1-19 La prova di Abramo. Il "legamento" di Isacco

a) 22,1-2 Dio mette alla prova Abramo

b) 22,3-10 Abramo affronta la prova

c) 22,11-12 Dio riconosce la fedeltà di Abramo

d) 22,13 La sostituzione di un ariete

e) 22,14 Il nome dato al luogo "Il Signore provvede"

f) 22,15-18 Riaffermazione delle benedizioni (22,16-18)

g) 22,19 Ritorno a Beersheva

 

6.11) 22,20-24 Discendenza di Nachor, fratello di Abramo. La famiglia di Rebecca

 

6.12) 23,1-20 Morte di Sara e acquisto della sua tomba

a) 23,1-2 Morte di Sara

b) 23,3-9 Ricorso agli Ittiti

c) 23,10-16 Negoziazione con Efron

d)  23,17-20 Riassunto legale

 

6.13) 24,1-67 Matrimonio di Isacco con Rebecca

a) 24,1-9 Abramo dà incarico al suo servo circa il matrimonio di Isacco e la sua permanenza in Canaan. 24,7 : Rievocazione di 12,1-3

b) 24,10-14 Preghiera di invocazione del servo al Signore

c) 24,15-25 Incontro con Rebecca. I vv. 17-19 riepilogano 13-14

d) 24,26-27 Preghiera di ringraziamento del servo

e) 24,28-61 Risposta della famiglia. Rebecca accetta di partire. I vv. 34-49 riepilogano 1-27

f) 24,62-67 Rebecca e Isacco.

 

6.14) 25,1-11.12-18 Le discendenze di Abramo

a) 25,1-6 Discendenza di Chetura. Separazioni da Isacco.

b) 25,7-11 Morte di Abramo, sepoltura a Mamre, benedizione del Signore verso Isacco (25,11)

 

7) 25,12-18 Genealogia di Ismaele