Per leggere una breve Introduzione alla lettura delle pagine che riguardano i racconti di Abramo vai a:
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Seconda tappa. Le prime letture della Seconda Domenica di Quaresima e la seconda
lettura della Veglia Pasquale riguardano i racconti cosiddetti patriarcali,
focalizzati liturgicamente sulla figura di Abramo: il sacrificio di Abramo
(Seconda lettura della Veglia), la vocazione di Abramo (Prima lettura della
seconda domenica di Quaresima anno A), di nuovo il sacrificio di Abramo (Anno
B), l'alleanza (Anno C). Riassumiamo questa tappa sotto il titolo: |
Per leggere un inquadramento generale della storia dei patriarchi nell'insieme del libro della Genesi vai a :
"Sguardo retrospettivo sul libro della Genesi a partire dalla "storia di Giuseppe"
I. 37-38 Situazione iniziale della famiglia di Giacobbe.
In termini narrativi si tratta della “Manipolazione” (o Exposition
e Inciting moment). Con anticipi di soluzione.
La suddivisione della lettura ebraica va da 37 a 40, e prende titolo dalla prima parola del c. 37 Wayeshev ("E si stabilì")
A) 37 Giacobbe, Giuseppe e i suoi fratelli.
37,1-2a Collegamento con l’insieme.
37,2b-4 Antefatto. Giacobbe “privilegia” Giuseppe, i fratelli lo isolano
con i figli delle schiave
37,5-11 Prima scena. Giuseppe si mette in mostra con i suoi sogni.
37,12-30 Seconda scena. Il complotto. Giuseppe, mandato dal padre a
“vedere la pace” dei fratelli e del gregge, viene portato in Egitto, ma con una
carovana di profumi.
37,31-35 Terza scena. La presenza degli undici figli non consola il
padre. Giuseppe resta il “privilegiato” anche se creduto morto.
37,36 Anticipo narrativo del c. 39.
B) 38 Giuda e Tamar
38,1-5 Lancio del racconto o Exposition. Giuda lascia i
fratelli e si fa una sua famiglia con la “figlia di un cananeo”.
38,6-11 Complicazione. Giuda “privilegia” il figlio minore Sela, rispetto
ai diritti del primogenito Er e della sua vedova Tamar.
38,12-23 Climax. Tamar riesce ad avere una discendenza da Giuda.
38,24-26 Soluzione. “Riconoscimento” di Giuda della propria colpa e della
giustizia di Tamar.
38,27-30 Conclusione. I figli di Tamar. Il figlio minore precede il
maggiore, viene salutato dall’ostetrica “Come ti sei aperta una breccia?” e
Giuda gli pone il nome di “Breccia” (Perets).
II. 39-41 Giuseppe e l’Egitto.
“Competenza” rispetto al seguito della storia.
39,1-23 Prima sequenza egiziana. Giuseppe, Dio e il successo.
39,1 Ripresa di 37,36.
39,2-6 Prima scena. Innalzamento. Exposition.
39,7-20a Seconda scena: abbassamento. Complicazione.
39,20b-23 Terza scena: Innalza-mento in prigione. Conclusione.
40 Seconda sequenza egiziana. Giuseppe interprete dei sogni.
40,1-4 Exposition. Il coppiere e il panettiere del Faraone in
carcere, affidati a Giuseppe.
40,5-23 Giuseppe interpreta i loro sogni, parla per la prima volta della sua
storia, e chiede al coppiere che lo “ricordi” presso il Faraone. Ma lui se ne
dimentica.
41,1-57 Terza sequenza egiziana. L’elevazione di Giuseppe al potere.
La lettura ebraica va da 41,1 a 44,17 e prende titolo dalla prima parola del
c. 41 Mikkets (al termmine).
41,1-8 I due sogni del Faraone.
41,9-13 “Ricordo” del capo coppiere.
41,14-36 Giuseppe interpreta i sogni del Faraone e prende autonomamente
l’iniziativa di consigliarlo.
41,37-45 Il Faraone eleva Giuseppe alla carica di primo ministro. Sanzione
positiva che pone Giuseppe nella posizione di poter aiutare in seguito i suoi
fratelli.
41,46-52 I sogni del faraone si realizzano nel modo che ha detto Giuseppe.
Giuseppe amministra saggiamente l’Egitto.
41,53-57 Passaggio alla storia dei fratelli in Canaan.
III. 42-44 Giuseppe incontra i suoi
fratelli. “Azione” o “performance” rispetto all’insieme.
42,1-38 Primo viaggio e primo incontro con Giuseppe
42,1-5 Prima scena. Partenza da Canaan e arrivo in Egitto.
42,6-24 Seconda scena. Incontro con Giuseppe, arresto, primo
riconoscimento di colpa e primo pianto di Giuseppe, Simeone resta prigioniero in
Egitto.
42,25-38 Terza scena. Sorpresa durante il viaggio, terrore all’arrivo in
Canaan, rottura con Giacobbe su Beniamino.
43-45 Secondo viaggio e secondo incontro con Giuseppe.
43,1-15 Prima scena. Dolorosa e ricca partenza da Canaan e arrivo in
Egitto.
43,1-10 Rottura tra i fratelli e il padre.
43,11-14 Israele lascia partire Beniamino con i prodotti scelti del paese.
43,16-34 Seconda scena. Accoglienze sorprendenti.
43,16-25 Incontro con il sovrintendente della casa di Giuseppe e liberazione di
Simeone.
43,26-34 Incontro con Giuseppe, secondo pianto di Giuseppe alla vista di
Beniamino e suo trattamento speciale durante il pranzo.
44,1-34 Terza scena. Ultima prova e riconoscimento della colpa da parte
di Giuda a nome dei fratelli.
44,1-5 Preparativi da parte di Giuseppe e del maggiordomo per la partenza dei
fratelli in vista dell’ultima prova.
44,6-13 Affrettato rientro in città, da Giuseppe.
44,14-45,28 Terzo incontro con Giuseppe e “riconoscimento”
44,14-34 Prima scena Accusa e difesa a casa di Giuseppe.
44,14-17 Assunzione collettiva di responsabilità e rifiuto di Giuseppe.
44,18-34 Discorso di Giuda.
La lettura ebraica va da 44,18 a 47,27 e prende titolo dalla prima parola di
44,18 Wayiggash (“e si avvicinò”).
44,18-29 Giuda ricapitola gli ultimi avvenimenti.
44,30-32 Si immedesima nella situazione del padre.
44,33-34 Si propone come sostituto di Beniamino.
45,1-15 Seconda scena. La riconciliazione.
45,1-3 Giuseppe scoppia in pianto per la terza volta, si fa riconoscere, ma i
suoi fratelli sono atterriti dalla sorpresa.
45,4-8 Giuseppe si avvicina, rassicura i suoi fratelli e parla per la prima
volta di ciò che Dio ha fatto.
45,9-13 Giuseppe dà istruzioni per il viaggio di Giacobbe.
45,14-15 Gesto finale e dialogo con i fratelli.
45,16-28 Terza scena Preparativi ufficiali del Faraone per il viaggio di Giacobbe.
45,16-20 Il Faraone conferma l’invito di Giuseppe e lo estende “al meglio del
paese”.
45,21-24 Congedo da parte di Giuseppe.
45,25-28 Arrivo in Canaan e decisione di Giacobbe-Israele per rivedere Giuseppe
“vivo”.
IV) 46,1-47,27 Discesa e insediamento
in Egitto con Israele-Giacobbe
46,1-4 Vista teologica. A Bersabea il Signore in visione
conferma il viaggio di Israele.
46,5-30 Prima scena. Partenza da Bersabea e arrivo in Egitto.
46,5-7 Partenza di Giacobbe con tutti i Figli d’Israele i suoi.
46,8-27 Lista genealogica dei Figli d’Israele.
46,28-30 Giuda prepara l’incontro in Goshen di Giacobbe con Giuseppe.
46,31-47,10 Seconda scena. Accordi di Giuseppe con il Faraone e con i familiari per l’insediamento.
46,31-47,6 Il Faraone accorda il Goshen come la “parte migliore del paese”.
47,7-10 Giacobbe incontra e benedice il Faraone.
47,11-27 Terza scena.Insediamento in Egitto.
47,11-12 Insediamento e crescita in Egitto.
47,13-26 Giuseppe salvatore e centralizzatore.
47,27 Vista teologica. Crescita e moltiplicazione dei Figli d’Israele in
Egitto.
V. 47,28-50,26 L’emergere di un
Israele unificato.
La lettura ebraica va da 47,28 a 50,26 e prende titolo dalla prima parola di 47,28 Wayehi (E fu, e visse)
47,28-49,33 Ultimi anni di Giacobbe in Egitto
47,28-31 Giacobbe, dopo 17 anni, fa giurare a Giuseppe di seppellirlo con i
padri.
48,1-22 Giacobbe adotta i figli di Giuseppe, ma ne inverte l’ordine di
primogenitura. I “privilegi” ritornano ma ora portano solo benedizione e non
contrasti.
49,1-28 Giacobbe benedice le dodici tribù.
49,29-33 Giacobbe dà le ultime istruzioni ai figli per la sua sepoltura.
50,1-14 Sepoltura di Giacobbe nel sepolcro dei padri
50,1-3 Giuseppe fa imbalsamare Giacobbe. Lutto degli Egiziani.
50,4-6 Giuseppe chiede l’autorizzazione del Faraone per partire e seppellire
Giacobbe.
50,7-14 Giuseppe guida il viaggio dei fratelli e degli egiziani per la solenne
sepoltura di Giacobbe in Canaan.
50,15-26 Piena riconciliazione dei Figli d’Israele e prospettiva della
realizzazione promessa. Sanzione finale globale e rilancio.
50,15-17 I fratelli dopo la morte del padre riconoscono la loro colpa di fronte
a Giuseppe e gli chiedono il perdono.
50,18-21 Giuseppe riconosce e riqualifica il suo ruolo nelle azioni dei fratelli
e di Dio, e non si eleva al di sopra di essi (“converte” così la sua immagine
iniziale all’inizio del c. 37).
50,22-26 Giuseppe consegna la promessa di Dio ai “fratelli”, della cui grande
famiglia i suoi due figli fanno ormai parte.
(ap)