a: Vita Nostra del 26 agosto 2000

Il pensiero del rettore Mons. Curreli

Da martedì 29 agosto il tradizionale novenario scandirà il cammino di preparazione: Ormai da tre anni, esso si articola in due momenti: quello del pomeriggio, ore 17.15, e quello della sera, ore 21.00.

Tutti, sia quanti avranno la possibilità di riunirsi nel Santuario, sia coloro che, nelle rispettive parrocchie o singolarmente, intendono prepararsi alla festa, siamo chiamati a vivere il novenario nello spirito del Giubileo come impegno di conversione e cammino incontro a Cristo.
Il novenario, quindi, non come una serie di tappe di avvicinamento alla festa, nel nostro caso quella dell'8 settembre che celebra la Natività di Maria, ma come forte impegno di conversione per aderire a Cristo e rafforzare la nostra adesione a Lui e instaurare rapporti nuovi, sempre più profondi e fraterni con i fratelli.
Maria è sempre in funzione di Cristo e ogni sua celebrazione è in funzione del nostro incontro con Cristo, unico salvatore del mondo.
Ci ricorda S. Pietro: "in nessun altro è dato di avere salvezza, all'infuori di Gesù Cristo, il Figlio di Dio.
Per l'umanità intera non c’è una vita se non in Lui, che è la fonte esclusiva della vera vita.
Lui, Cristo, è il Rimedio, e ce l'ha portato Maria.
Cristo è il fine ultimo del culto mariano e di ogni devozione: incontrarlo, conoscerlo, vivere della sua vita.
Un messaggio, questo, e un invito espressi chiaramente dal simulacro venerato nel nostro Santuario.
Maria porta Gesù in braccio e con la mano sinistra presenta lo scapolare, cioè un abitino.
Un gesto estremamente espressivo e significativo. Maria ci dice: Rivestitevi di Cristo, l'uomo nuovo.
Accoglierlo nella nostra mente e nel nostro cuore, fare nostri i suoi sentimenti, lasciarci cambiare da Lui e vivere sempre più di Lui, è lo scopo primo del novenario. Perché Cristo sia veramente il nostro Rimedio e la nostra festa.

Mons. Vincenzo Curreli