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Il pensiero del
rettore Mons. Curreli
Da martedì 29 agosto il
tradizionale novenario scandirà il cammino di preparazione: Ormai da tre
anni, esso si articola in due momenti: quello del pomeriggio, ore 17.15, e
quello della sera, ore 21.00.
Tutti, sia quanti avranno la
possibilità di riunirsi nel Santuario, sia coloro che, nelle rispettive
parrocchie o singolarmente, intendono prepararsi alla festa, siamo chiamati
a vivere il novenario nello spirito del Giubileo come impegno di conversione
e cammino incontro a Cristo.
Il novenario, quindi, non come una serie di tappe di avvicinamento alla
festa, nel nostro caso quella dell'8 settembre che celebra la Natività di
Maria, ma come forte impegno di conversione per aderire a Cristo e
rafforzare la nostra adesione a Lui e instaurare rapporti nuovi, sempre più
profondi e fraterni con i fratelli.
Maria è sempre in funzione di Cristo e ogni sua celebrazione è in funzione
del nostro incontro con Cristo, unico salvatore del mondo.
Ci ricorda S. Pietro: "in nessun altro è dato di avere salvezza,
all'infuori di Gesù Cristo, il Figlio di Dio.
Per l'umanità intera non c’è una vita se non in Lui, che è la fonte
esclusiva della vera vita.
Lui, Cristo, è il Rimedio, e ce l'ha portato Maria.
Cristo è il fine ultimo del culto mariano e di ogni devozione: incontrarlo,
conoscerlo, vivere della sua vita.
Un messaggio, questo, e un invito espressi chiaramente dal simulacro
venerato nel nostro Santuario.
Maria porta Gesù in braccio e con la mano sinistra presenta lo scapolare,
cioè un abitino.
Un gesto estremamente espressivo e significativo. Maria ci dice: Rivestitevi
di Cristo, l'uomo nuovo.
Accoglierlo nella nostra mente e nel nostro cuore, fare nostri i suoi
sentimenti, lasciarci cambiare da Lui e vivere sempre più di Lui, è lo
scopo primo del novenario. Perché Cristo sia veramente il nostro Rimedio e
la nostra festa.
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